125.456.112,00 Euro questa la cifra che potrebbero essere chiamati a risarcire 4 "heavy uploader", come vengono definiti in gergo.
La Guardia di Finanza ha denunciato 4 persone in quanto ritenute responsabili della condivisione di migliaia di files sulle reti p2p: musica, film, software. Ovviamente a fronte di questi 4 "condivisori" (annotatevi questa parola ... ) che piangono, nelle sedi delle varie associazioni di discografi (le così dette majors) stanno stappando champagne.
A parte la riflessione che si potrebbe fare circa l'entità della multa rispetto ad altri reati (sono molto meno esose le multe per chi mette a repentaglio la vita altrui) e che denota per lo meno quanto il potere politico ancora una volta vada ad aiutare il potere economico (stranamente poi nella nostra bella Italia coincidono quasi sempre), a mio avviso è giunto il momento di determinare e fissare alcuni paletti sulla questione, non parlo dal punto di vista giuridico, non sarei qualificato, parlo da un punto di vista di etica e di morale.
"Arte, la musica è arte", solo questa affermazione, che tutti condividono, farebbe presupporre che la musica dovrebbe essere disponibile in maniera universale, si perchè l'arte e la cultura devono essere disponibili a tutti. Il problema è che un artista deve pur campare. Ed ecco che entrano in scena i produttori, i distributori, le majors, accorrono in soccorso dei musicisti anticipando loro soldi in cambio della mercificazione della loro arte: arte tramutata in prodotto da supermarket, anzi no, da boutique, visto i prezzi proposti al pubblico. E gli artisti sono felici questo ? Ovvio che si (la maggior parte, forse alcuni no), vengono ricoperti d'oro, vivono una vita comunque agiata se paragonata ad operai ed impiegati. Ops, dimenticavo, in tutto questo lo Stato voleva la sua parte, "vai col liscio" ed entra in gioco la famigerata SIAE, si quella che ti chiede di far pagare il biglietto anche se fai una festa in casa tua, oppure se per strada ascolti la tua radio portatile ed altri la possono udire, la società che tutela i diritti degli autori e degli editori (ma chi tutela noi che dovremmo beneficiare dell'arte ?) ... Morale: l'arte musicale, la musica come espressione artistica non esiste più, l'hanno uccisa. Oggi, esiste solo il prodotto musicale, la moda musicale.
Allora, io dico, puniamo pure chi ruba l'arte, chi ruba il giusto compenso per l'impegno dell'artista, ma puniamo lo stesso chi dell'arte ne ha fatto un prodotto commerciale, chi prima condiziona le persone ad avere per forza quella canzone per poi proporgliela a 30 €, si quasi una giornata di lavoro per un ragazzo al primo impiego. Riformiamo la legge sul diritto d'autore, coinvolgendo le due principali parti protagoniste di questo scenario, artisti e fruitori dell'arte, lasciando per una volta fuori tutti quei soggetti il cui interesse è solo quello del lucro indiscriminato. Si perchè le vittime di tutto questo sono gli artisti e gli spettatori, i carnefici invece quelli che oggi muovono i fili.
Pubblicato da
Sanghino
a
09:55
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